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Criteri per l’integrazione degli alunni portatori di handicap

Nel nostro istituto è ampiamente consolidato il principio che l’integrazione scolastica attraverso l’uguaglianza delle opportunità sia un diritto dell’alunno. Ogni bambino deve potersi integrare nell’esperienza educativa che essa offre, così da essere riconosciuto e riconoscersi come membro attivo della comunità scolastica, coinvolto nelle attività che vi si svolgono. La presenza, nella scuola, dei bambini in difficoltà è occasione di maturazione per tutti e insegna a considerare ed a vivere la diversità come una dimensione esistenziale e non come una caratteristica emarginante.

Nel nostro territorio scolastico si riscontrano varie tipologie di diversità:

  1. La diversità: dalle caratteristiche fisico-psichiche e di personalità alle caratteristiche cognitive (la pluralità delle intelligenze, la variabilità degli stili, dei ritmi, dei tempi, delle strategie di apprendimento);
  2. La diversità conseguente a situazioni di handicap;
  3. La diversità che deriva da svantaggi di tipo socio - economico - culturale e che si caratterizza con le difficoltà di apprendimento e/o di relazione;
  4. La diversità derivante dalle multietnie presenti nella società.
  5. I criteri per favorire l’inserimento e l’integrazione degli alunni sono ispirati alla Legge 104 del 05 febbraio 1992. “Legge – quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone diversamente abili”
  6. Nella logica della normativa vigente e per favorire l’integrazione, la scuola parte anzitutto dall’assunto che il bambino portatore di svantaggio è AFFIDATO a tutta l’equipe pedagogica e non solo al docente di sostegno.

L’organizzazione scolastica per l’integrazione prevede:

A) Risorse umane

  • La Famiglia è la prima realtà istituzionale con cui collaborare affinché, quanto poi messo in atto dalla scuola, possa veramente giungere ad una reale integrazione e ad un realistico progetto di vita per l’alunno disabile..
  • Il Dirigente scolastico che, come figura principe e primo responsabile del progetto,  partecipa alle riunioni della commissione H, viene messo continuamente al corrente, una volta al mese, dal referente H del percorso scolastico di ogni alunno disabile ed è interpellato direttamente nel caso si presentino particolari difficoltà nell’attuazione dei progetti.
  • Il Collegio Docenti è l’organismo che approvando l’intero P.O.F. si assume poi realmente l’incarico di verificare la realizzazione dei progetti in esso contenuti ed in tal caso dell’intero progetto.
  • Il Consiglio di classe con alunni portatori H dedica ad ogni convocazione, uno spazio per la definizione e verifica progressiva del Piano Educativo Individualizzato (cioè tutto quanto viene definito ed attuato, in collaborazione con la famiglia, con l’Unità di neuropsichiatria infantile e con l’educatore, per l’integrazione dell’alunno disabile). In questa parte di lavoro è ammessa la presenza dell’educatore ed eventualmente, se richiesto, della Figura strumentale H della scuola. Per esigenze particolari, è possibile che il coordinatore di classe e l’insegnante di sostegno chiedano al Dirigente Scolastico la convocazione dei consigli di classe straordinari, oltre a quelli in calendario. Ogni insegnante per la sua disciplina, supportato dall’insegnante di sostegno, presa visione del P.D.F. (Profilo Dinamico Funzionale, cioè del documento che, sulla base della Diagnosi Funzionale, contiene un quadro generale della situazione di partenza e dei possibili sviluppi del disabile sotto tutti i punti di vista) e del P.E.I. dell’anno precedente, tenendo conto delle indicazioni della nuova Diagnosi Funzionale, mette in atto, durante i primi tre mesi del primo anno, le strategie metodologiche necessarie ad una osservazione iniziale attenta (test, lavori di gruppo, verifiche, colloqui, etc) che consenta di raccogliere il maggior numero di elementi utili alla definizione del P.D.F. e del P.E.I. dell’anno e dell’intero progetto di vita (orientamento futuro in altre scuole).

La Funzione strumentale handicap svolge le seguenti funzioni:

  1. designazione, ad inizio anno, insieme al Dirigente Scolastico, degli insegnanti di sostegno da attribuire ai diversi ragazzi disabili, tenendo conto, per quanto possibile, soprattutto della garanzia di continuità che gli stessi possono dare
  2. all’inizio dell’anno fornisce informazioni ed indicazioni di carattere generale sull’organizzazione del lavoro e dei modelli utilizzati dagli insegnanti di sostegno
  3. coadiuva e supporta gli insegnanti di sostegno nel loro lavoro, e nella realizzazione di P.D.F. – P.E.I.
  4. convocazione e preparazione delle commissioni H (tre all’anno)
  5. comunicazione mensile al Dirigente, sull’andamento dei progetti degli alunni disabili
  6. aiuto e controllo nella realizzazione di eventuali Progetti
  7. contatti periodici con il referente della cooperativa designata dall’A.S.L., (che incarica e segue specificatamente gli educatori), per una continua analisi dell’effettiva efficacia della collaborazione, in ordine ai diversi obiettivi perseguiti dai P.E.I., ed anche delle possibili risorse territoriali, strutturali e materiali da tenere in considerazione per eventuali attività inerenti l’ Handicap
  8. partecipazione, su richiesta o per iniziativa personale, alle riunioni dei consigli di classe con i genitori e con gli psicologi
  9. contatti finalizzati all’orientamento in entrata dei possibili nuovi iscritti
  10. elaborazione e stesura a fine anno scolastico, in collaborazione con il Dirigente, del prospetto di richiesta nomina degli insegnanti di sostegno per l’anno successivo da inoltrare al CSA di Brescia

 L’insegnante di sostegno è colui che:

  1. lavora a più stretto contatto con il ragazzo in situazione di H
  2. lavora con gli insegnanti del consiglio di classe per l’integrazione, incontrandosi anche singolarmente con loro per definire l’attuazione pratica di quanto deciso nel P.E.I. dall’intero consiglio di classe
  3. collabora con l’educatore al fine di monitorare continuamente l’andamento del progetto (il P.E.I.), nella sua definizione ed attuazione, secondo quanto pensato e definito dal consiglio di classe. Gli incontri con gli educatori avverranno con una cadenza che verrà stabilita in itinere sulla base delle necessità organizzative del lavoro educativo e didattico. Per tali incontri non è prevista una verbalizzazione inerente i contenuti discussi, almeno che gli stessi non risultino particolarmente significativi
  4. si occupa praticamente della stesura del P.D.F. e del P.E.I., in piena collaborazione con l’intero C.d.C., la famiglia e i collaboratori esterni
  5. mantiene i contatti con la psicologa che ha in carico il ragazzo, prevedendo almeno tre incontri annuali nei quali sia presente la famiglia, l’insegnante di sostegno e l’educatore. Tali incontri devono essere verbalizzati e allegati al P.E.I.
  6. l’insegnante di sostegno è una risorsa non solo per l’handicap ma per tutti gli alunni poiché contribuisce in maniera importante a progettare interventi individualizzati e curriculari. Una figura di riferimento per gli alunni che assume una valenza affettiva importante all’interno del sistema scolastico

L’educatore:

  • lavora come già detto, a stretto contatto con l’insegnante di sostegno. Questi segue  il ragazzo soprattutto sempre secondo quanto definito nel P.E.I., tali attività consistono solitamente in un aiuto didattico, di socializzazione, di acquisizione di maggiore autonomia a muoversi sul territorio, di attuazione di progetti con associazioni, enti

Il personale A.T.A.:

  • si prevede la partecipazione a corsi di formazione, qualora vengano organizzati dall’ufficio scolastico provinciale, in funzione dell’assistenza alla persona, in ordine alla struttura ed organizzazione scolastica sull’handicap
  • Individuazione di un referente che partecipi al Gruppo di lavoro H e funga da punto di riferimento per tutto il settore H

B) Risorse strutturali

  • L’istituto non ha barriere architettoniche e quindi gli alunni che non deambulano autonomamente possono raggiungere agevolmente ogni luogo dell’istituto, è provvisto di bagni per alunni H, le aule in cui vengono inseriti alunni disabili permettono adeguate vie di fuga in caso di incendio o di allarme di evacuazione, c’è un’aula con alcuni computer, in cui poter svolgere attività individuali o anche di gruppo

C) Visite d’istruzione / attività integrative

  • Per quanto riguarda le visite d’istruzione, nelle classi in cui sono inseriti alunni portatori di handicap, per un’adeguata integrazione e tutela dello stesso alunno, si prevede la presenza di un insegnante in più del consiglio di classe, rispetto al rapporto 1/15 fissato per le visite d’istruzione in genere, nel caso in cui si trovino ad andare insieme due classi con alunni portatori di handicap, si ritiene sufficiente comunque un insegnante in più, per entrambi i consigli di classe. E’ auspicabile che per le specifiche competenze, non certo per delegare, possa essere l’insegnante di sostegno a fungere da accompagnatore delle classi in cui vi è l’alunno disabile. Nel caso in cui il consiglio di classe veda la necessità della presenza di un assistente alla persona, ci si attiverà per reperirlo anzitutto presso la cooperativa e previo assenso della famiglia, tuttavia questi, non essendo un insegnante dell’istituto, non potrà essere conteggiato ai fini dell’insegnante in più rispetto al rapporto 1/15

 

 

 

 

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